martedì 26 luglio 2011

Sorriso di Grazia

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Sorriso de Graça

Nel mio cuore c’è un sorriso
Nascosto ormai
Da tutti
Evito il dolore
Causato dall'ironia degli invidiosi
Che non lo accettano.
Questo mio sorriso
Non viene dalle loro idee o loro scelte
Né dai loro gusti.
Per questo è che mi rifiutano.
Io non li voglio copiare.
Non voglio essere un modello prefabbricato.
Tutto quello che ho e che sono viene rifiutato da loro.
Mi forzano a prendere delle decisioni
Anche se non ho la maturità necessaria
Per non commettere errori.
Ma, la loro pressione
Mi fa reagire prematuramente.
Quando mi sbaglio
Loro mi giudicano arbitrariamente.
Dovrò essere forte
Perché piangere non mi aiuta.

Scappare, mollare, morire.
Queste non sono soluzioni.

Dovrò affrontare tutto questo
Cercare più intensamente
Le risposte di cui ho bisogno.
Non voglio capire le intenzioni
Di questi ironici
Tutte le loro azioni
Saranno per me
Un allenamento.
Imparerò ad utilizzarli
Come una forza motrice
Che mi spingerà avanti.
Nutrirò il mio sorriso nascosto
Per fortificarlo
Fino a farlo spuntare un’altra volta
Sul mio viso .
Perché non voglio onorificenze
Tantomeno comprensione.
Voglio soltanto la libertà
Che mi è stata tolta
La libertà di sorridere
Conforme la mia volontà.
(Originale in italiano. Hipolito Perone 12/07/2011)

giovedì 7 luglio 2011

Di notte

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De noite 

Con l’assenza della luna
L'oscurità domina
E collabora a nascondere
La perversità di questo mondo sfruttatore
Amo la notte così come il giorno
Perché nel suo silenzio
Percepisco ancor meglio
La vulnerabilità dell’essere umano
La sua parte putrefatta.
Riesco a osservare tutti
Ma loro non mi vedono
Si preoccupano di altre cose.
Maledetti umani!
Non sapete che il Padre Eterno tutto vede?
Un Padre così buono
Che non versa su di voi la Sua ira
E voi sapete soltanto incolparlo
Non vedete che il  male
Che a volte viene su di voi
E’ il riflesso della vostra
Cupidigia e vostra spietatezza?
Miseri mortali, imbecilli!
Aprite i vostri occhi,
Ascoltate le mie parole
Perché ogni giorno è un altro sipario
Che si chiude in questo circo.
E nel giorno in cui tutto cesserà,
Voi diventerete dei pazzi,
A sbattervi contro il tendone
Sino a farlo crollare su di voi.
E voi, soffocati, soffrirete
Fino all’ultimo sospiro
Quando non si potrà più tornare indietro.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

sabato 2 luglio 2011

Vizio

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Vício 

Ho provato a domare
Questo amor cattivo
E, ubriaco,
Mi sono addormentato
Sulla spiaggia della disillusione
Con un pianto di sabbia
In bocca e negli occhi.
Mi sono alzato e
Mi son fatto un bagno
Nel mare della realtà
Che male mi fa.
Mi son girato
E, vedendo passare un barista,
Gli ho chiesto un biglietto di ritorno
E lui mi ha favorito
Una replica di lacrime
Nelle quale mi son immerso
Senza riserva d’ossigeno.
Per un momento
Ho sentito mia madre chiamarmi.

Senza guardare indietro
Ho continuato a seguirti
Senza sapere dove fossi
L’idea di trovarti un giorno
Mi animava.

È venuta una macchina
L’ho vista dal riflesso
Nella vetrata del palazzo davanti.
Non eri tu.
Ma ti vedevo ancora
E son corso
Per il mio ultimo abbraccio
A una macchina a novanta all’ora
Che mi butta a terra
Non so se eri lì a vedermi
Ma mi ricordo di aver visto il tuo sorriso

Il calice cade…
Il vino scorre…
Gli occhi si chiudono…
L’anima dice addio
Al corpo non toccato da te.

Sento la luce finire
Stanno chiudendo la mia tomba
Ecco le mie ultime parole:
“Qui giace chi ti amerà eternamente.”
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

lunedì 27 giugno 2011

Sonetto ai giorni nostri


Nonostante il tempo che a noi si aggiunge
Nonostante i baci che ci siamo dati
Siamo diventati degli sconosciuti
Anche se vicini, ci siamo allontanati.

Anche se la voglia di baciarti ancora
O il dire una parola che il silenzio rompe
Son presenti in me, ma non so che fare
Poiché la paura di ferirti è forte.

Non ho più un gesto per rassicurarti
Non ho più parole per accontentarti
Anche il mio sì ormai è contendente

Se non posso più che farti male
Forse è meglio il tutto surrogare
Col silenzio, eterno confidente.
(Originale in italiano. Hipolito Perone 27/06/2011)

domenica 26 giugno 2011

Le mie parole

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As minhas palavras 

Non troverete se cercate
Il perché di quello che scrivo
Accontentatevi di quello che potete capire
Dalle mie parole.
Parole che mi disturbano
Al loro arrivo
Non rispettando il luogo o l’orario.
I miei detti sono sentimenti e verità
E non hanno una forma concreta.
Non si sottomettono alla denotazione o alla connotazione.
Non esiste una sintassi che possa giustificarli
O che possa analizzarli.
Le mie parole non si dividono
In morfi e morfemi,
Semi e semantemi oppure
Foni e fonemi.
La mia lingua
È semplicemente viva,
Presente nel passato e nel futuro
Affermando, negando, questionando, spiegando
E rimarrà così
Fino alla fine dei tempi.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

lunedì 20 giugno 2011

A chiacchierare col silenzio

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De papo com o silêncio 

Oggi non mi sento bene
Sembro troppo normale
Faccio degli scarabocchi
Ma niente raccolgo
Non riesco a sorridere
Non riesco a piangere
Desidero tante cose
Che non posso abbracciare
Provo a parlare con Dio
Come una radio che parla
Da sola.
Ma anche qui trovo un po’ di pace.
Diverse sensazioni
Mi toccano.
Vedo tante immagini
Non chiaramente definite.
Mio cuore si gonfia
Ma io non piango
Né sorrido.
D’un tratto, fisso lo sguardo
Su due passanti;
Due anziani
Diversi uno dall’altro.
Uno che sorride, allegro
A canticchiare una canzone accattivante
Con un libro in mano.
L’altro invece, malinconico
Claudicante, affaticato
Brontolando qualcosa.
Ed ecco che, allo stesso tempo
Loro si girano verso di me
E mi dicono in coro:
<Ti stiamo aspettando.>
Mi spavento ancora di più
Quando vedo che loro due hanno il mio proprio viso.
Chiudo gli occhi per un attimo.

Apro gli occhi e  mi ritrovo a casa
Con una penna in mano
E un foglio davanti.
Sul foglio c’è scritto:
<Bada ai tuoi passi
Tieni strette le tue gambe
Perché dovunque vai
Tu scrivi la tua storia
Crea il tuo destino
Non si può camminare con le gambe degli altri
Pensa sempre prima
Affinché la tua scelta
Sia quella migliore>.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

mercoledì 8 giugno 2011

Erba cattiva

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Erva daninha 

Ci sono in aria
Impurità malefiche
Provenienti dalla proliferazione
Di parole taglienti
Che seminano discordie
Nell’ambito mortale
Navigando su onde nere
Spegnendo le luci dei sogni
Che brillano nel petto
Dell’imputato.
Oh mondo insolente
Dove c’è tanta gente
Che sono piante del male.
Coloro che coltivano il verde
Si contaminano
O sono colpiti
Poiché respirare è necessario
Anche se dolente.
Un giorno, però
Questi verranno raccolti
Quegli altri, invece
Saranno il cibo dei porci.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

L'ascensione al nirvana

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Na escalada ao nirvana 

Le strade si intralciano
Sembrano presentarci la via giusta
Per il nostro sogno
Inseguito da tante lune.
La confusione si origina
Sulla nostra testa
Che crede di aver trovato
L’utopia terrestre.
Tutto è quello che sembra essere
Se così lo riteniamo vero.
Credere è necessario,
Ma credenze vane
Soltanto ci dopano,
Alterando la realtà.
Abbiamo poco tempo
Per tanti desideri
Felicità, felice età,
Compagnia, discendenza
Oltre ai beni,
Effetti del capitalismo
Tocca a noi, dunque, degustare
Ogni goccia del giorno
Come si non avessimo pagato
Il conto,
Risparmiando sempre un po’
Per un razionamento futuro.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

martedì 7 giugno 2011

L'isola

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A ilha 

Alti sono i muri
Che le isole umane
Costruiscono in torno a loro
Impossibilitando sempre di più
A chiunque
Di vedere il loro interiore
Restando isolate e psicotiche
Dentro una battaglia individuale
Ove combattono anche con loro stesse
A favorire un mondo
Ripieno di lamenti,
Dove l’intera umanità
È un arcipelago;
La moneta legale
È l’egoismo variabile
Conforme ogni personale avarizia.

E tutti “vivono”
Ognuno per sé
Ad incolpare gli altri.

Ma ci sarà un giorno
In cui questi muri diventeranno immensi
E l’oscurità coprirà l’arcipelago.
L’afflizione dominerà ogni abitante
Che, terrorizzato dal suo proprio campo di difesa,
Proverà a scappare
Per trovare rifugio in un’altra isola.

Ma, ad aprire i cancelli,
Vedrà solo l’immensità del mare
E la distanza fra le isole.
Sarà così disperato
Che si lancerà in acqua
E nuoterà con tutte le sue forze
Le sue bracciate saranno così violente
Che strapperanno le sue unghie
Tutta la sua forza non sarà sufficiente;
Dai suoi occhi
Scenderanno lacrime di sangue
E l’acqua salata gli invaderà i polmoni.
Egli inizierà ad affondare.
Il suo sangue attrarrà i piranha
Che gli squarceranno la pelle.
Egli vedrà la morte davanti a sé
E non potrà far niente per evitarla.
Si accorgerà, infine
Degli errori commessi
E si pentirà
Di non aver costruito dei ponti
Al posto di muri torreggianti.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

venerdì 3 giugno 2011

Io

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Io sono colui che gira
Nella bocca del mondo.
Bocche immonde e false
Che mi parlano e mi stravolgono
Sputando via.
Non ho un forma specifica.
Sono l’inconfutabile sentimento,
Inspiegabile, indicibile,
Un misto di pazzia
E ragionevolezza.
Purezza
Bellezza
Che tanti non percepiscono
Veramente.
Sono la tenerezza, l’affetto,
l’unione, la solidarietà,
l’amicizia
E tante altre virtù.
Colui che mi impiega
Pensando in sé stesso,
Non troverà così
La mia essenza.
Sono la risposta a tante domande
Che vagano
Fin dai primordi.
La soluzione
A tanti problemi.
Ecco che ogni giorno
Io busso alla porta
Di ognuno di voi, a cercarvi.
Quando finalmente
Mi aprirete quella porta,
E mi accetterete,
Così come io sono,
E mi coltiverete
A favore degli altri,
E non di voi stessi,
Voi sentirete,
Sulla vostra pelle,
Il vero tocco di Dio,
Da quel giorno in poi io,
l’Amore,
Farò felice ognuno di voi,

Immensamente felice.
(Poesia del livro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

lunedì 30 maggio 2011

Amore, amore mio

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Amor, meu amor 


Dalla malvagità non sono nemmeno amico
E come potrei, allora
Assomigliarla?
Posso non essere più tuo sogno
E così mi vedi cattivo
Non è poi un bene
Perche ci fa del male
Che non proviene da me
Non è in me
E’ un sentirsi male
Che nasce di parole dette
E parole non dette
Di atti ripetuti o non
O vissuti sulla nostra pelle.

Vorrei portarti con me
In mezzo al mio universo
E così capiresti cosa vedo, cosa sento
Senza le barriere della diffidenza
E sentiresti battere in mio petto
Un cuore che parla, che canta
Che solfeggia una canzone sconosciuta da tutti
Dimostrando l’amore che ho per te.

Apri i tuoi occhi tenendo le ciglia chiuse
Soltanto senti
Il mio amore
Ascolta la musica del mio cuore
E comprenderai veramente
Che lì non abita la malvagità
E,
Se ti concentri bene
Vedrai lì anche te stessa
Perche mio cuore è anche casa tua.
(Originale in lingua italiana. Marzo, 2011)

La scelta


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A escolha 


Ho deciso di seguire la fame insaziabile
Di far vedere la vista
Con le parole
Che a molte volte sfugge alla ragione
Fissata dagli ipocriti
Che ci impacchettano sempre
Per un libero commercio ideologico
Dove non c’è molta opposizione.
Il parlare, però, è raramente accettato.
Gli scritti, quasi sempre.
Sarà la paura?!
Saremmo puniti per ascoltare gli altri?!
Dobbiamo semplicemente leggere per noi stessi?!
E di nascosto?!
Sia fatto il vostro gioco.
Leggetemi però.
Perché io continuerò a scrivere
E soltanto mi fermerò
Con la fine assoluta dei tempi.
(Poesia del libro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile, 2003 tradotta in italiano)

domenica 29 maggio 2011

Morte e libertà

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Morte e Liberdade 

Guardo le mie mani
Sono tremule
La testa sembra voler scoppiare
Sul mio petto
C'è una tremenda pressione
Che mi soffoca
E dalle narici scorre il sangue
I miei occhi sono stanchi
Bruciano
Le pupille sono dilatate
Le gambe non mi reggono più
Sono in un angolo
A morire
Alcuni vengono per vedermi
Altri per alimentarmi
Ma, una grande maggioranza,
Cerca di frenarli
E mi calciano, mi pestano
Mi mettono una mordacchia
E mi lanciano sassi.

Oggi, ho sentito che non mi daranno la libertà
E che la mia fine è vicina.
Non attendo più la libertà
Questa libertà degli uomini.
Ho io la mia libertà
Quella proclamata nel mio interiore.

Ascolto dei passi, qualcuno si avvicina
Ha il viso coperto
Nelle mani, una lancia
Che mi attraversa il petto
Il mio corpo urla di dolore
Sento una botta in testa

...

Il buio mi domina
E non sono più io.
Sul mio viso
Ho lasciato chiaro un sorriso
Un sorriso di libertà
L'allegria della vittoria
La gioia di non morire
Anche dopo essere stato assassinato
Perché sempre sarò presente
Resuscitato
Ad ogni verso svelato nelle mie opere.
(Poesia del libro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile, 2003, tradotta in italiano.)