lunedì 30 maggio 2011

Amore, amore mio

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Amor, meu amor 


Dalla malvagità non sono nemmeno amico
E come potrei, allora
Assomigliarla?
Posso non essere più tuo sogno
E così mi vedi cattivo
Non è poi un bene
Perche ci fa del male
Che non proviene da me
Non è in me
E’ un sentirsi male
Che nasce di parole dette
E parole non dette
Di atti ripetuti o non
O vissuti sulla nostra pelle.

Vorrei portarti con me
In mezzo al mio universo
E così capiresti cosa vedo, cosa sento
Senza le barriere della diffidenza
E sentiresti battere in mio petto
Un cuore che parla, che canta
Che solfeggia una canzone sconosciuta da tutti
Dimostrando l’amore che ho per te.

Apri i tuoi occhi tenendo le ciglia chiuse
Soltanto senti
Il mio amore
Ascolta la musica del mio cuore
E comprenderai veramente
Che lì non abita la malvagità
E,
Se ti concentri bene
Vedrai lì anche te stessa
Perche mio cuore è anche casa tua.
(Originale in lingua italiana. Marzo, 2011)

La scelta


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A escolha 


Ho deciso di seguire la fame insaziabile
Di far vedere la vista
Con le parole
Che a molte volte sfugge alla ragione
Fissata dagli ipocriti
Che ci impacchettano sempre
Per un libero commercio ideologico
Dove non c’è molta opposizione.
Il parlare, però, è raramente accettato.
Gli scritti, quasi sempre.
Sarà la paura?!
Saremmo puniti per ascoltare gli altri?!
Dobbiamo semplicemente leggere per noi stessi?!
E di nascosto?!
Sia fatto il vostro gioco.
Leggetemi però.
Perché io continuerò a scrivere
E soltanto mi fermerò
Con la fine assoluta dei tempi.
(Poesia del libro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile, 2003 tradotta in italiano)

domenica 29 maggio 2011

Morte e libertà

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Morte e Liberdade 

Guardo le mie mani
Sono tremule
La testa sembra voler scoppiare
Sul mio petto
C'è una tremenda pressione
Che mi soffoca
E dalle narici scorre il sangue
I miei occhi sono stanchi
Bruciano
Le pupille sono dilatate
Le gambe non mi reggono più
Sono in un angolo
A morire
Alcuni vengono per vedermi
Altri per alimentarmi
Ma, una grande maggioranza,
Cerca di frenarli
E mi calciano, mi pestano
Mi mettono una mordacchia
E mi lanciano sassi.

Oggi, ho sentito che non mi daranno la libertà
E che la mia fine è vicina.
Non attendo più la libertà
Questa libertà degli uomini.
Ho io la mia libertà
Quella proclamata nel mio interiore.

Ascolto dei passi, qualcuno si avvicina
Ha il viso coperto
Nelle mani, una lancia
Che mi attraversa il petto
Il mio corpo urla di dolore
Sento una botta in testa

...

Il buio mi domina
E non sono più io.
Sul mio viso
Ho lasciato chiaro un sorriso
Un sorriso di libertà
L'allegria della vittoria
La gioia di non morire
Anche dopo essere stato assassinato
Perché sempre sarò presente
Resuscitato
Ad ogni verso svelato nelle mie opere.
(Poesia del libro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile, 2003, tradotta in italiano.)