mercoledì 4 gennaio 2012

Amare

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Amar e-ter-na alma 

Un giorno qualcuno mi disse
Che la solitudine non significa soltanto
Assenza di compagnia
Ma anche l’essere vuoto
E la conferma di questo
L’ho avuta proprio da te.

Il mio cuore è ormai stanco
Non sento i suoi battiti
L’aria che mi arriva è poca
La mente è in confusione
Ma ancora riflette la tua immagine
Il mio corpo è freddo
E sente la tua mancanza.
Mi sento disintegrare ad ogni giorno.
Tu invece vivi
Sembri non far caso e non posso
Importi niente.
(…)
Non ho un’altra scelta.
(…)
Con gli occhi gonfi dal pianto
Prendo in mano un coltello
E taglio un pezzo del mio cuore
Dove è inciso il tuo nome
Sanguino
Ma il percorso non è del tutto finito
Devo seguire i gabbiani
Fino ad altre terre
Tuttavia tu
Sei ancora in me.
Nella mia memoria.

Ho paura.

Ho paura che la mia memoria
Possa scrivere il tuo nome un’altra volta
Nel mio cuore
Non potrei sopportare un altro taglio

Mi astengo, quindi, da tutto ciò
Che ti ricorda.
Inutile.
Io ancora ti vedo
Nel sole, nella luna, nei fiori,
Nelle canzoni che sento
E nei sogni che faccio.
Continuo a disintegrarmi.
Devo essere forte
Devo allontanarmi da te
Anche se la morte
Sarà la conseguenza.
Se questo accadrà
Ne sono sicuro che
Nei miei ultimi minuti,
Della mia dolente vita,
Sarò lì a pronunciare il tuo nome
Rivivendo i bei ricordi
E ringraziando Dio
Di averti sempre amato.
(Poesia del libro "Do fundo dos meus olhos", Hipolito Perone, Brasile 2003, tradotta in italiano)

1 commento:

Anonimo ha detto...

"...Che la solitudine non significa soltanto
Assenza di compagnia
Ma anche l’essere vuoto...

Nei miei ultimi minuti,
Della mia dolente vita,
Sarò lì a pronunciare il tuo nome
Rivivendo i bei ricordi
E ringraziando Dio
Di averti sempre amato"

Bellissima! Entra nel profondo del cuore e ogni parola scorre nel sangue di chiunque viva intensamente il proprio amore non solo verso una persona ma verso la forza della vita e la grandezza della natura.
Grazie.
Valeria