sabato 11 luglio 2015

Riflessi di un silenzio

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Reflexos de um silêncio

Fa male il silenzio del tavolo
E lo sguardo triste del tuo bicchiere vuoto
E immobile ora
E che fa diventare ancora più triste mio riflesso.
Neanche la tua sedia parla più con me
Dal giorno del tuo viaggio.
Forse sono io
Che non me ne accorgo più tanti dettagli
Perso rimango nelle carte che leggo
Dei cassetti aperti nel cervello.
O pensiero,
rifugio di colui che ama,
Calma la mia sofferenza,
L’assenza che sente il mio corpo.
La cena è pronta. Tu non vieni?
La cena è finita e non sei venuta,
Ma ti ho vista e mi ha fatto bene vederti.
Una porta che si chiude,
Una luce che si spegne,
Ed ora io sono passi lenti sulla scala.
Tutto senza te è troppo lento …
Il tempo non passa ed è ormai tardi
Con me adesso il silenzio della stanza,
complice dei nostri momenti,
Dove ho sogni più vicini alla realtà,
E con gli occhi aperti contemplo
Un amore che mi conserva
Interamente felice.
Buona notte.

Wagney Hipolito 10.07.2015

domenica 14 giugno 2015

Ricordati

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Lembre-se

Che una vita vissuta in corsa
Soltanto in cerca di
Ciò che non si trova senza sforzo
Senza pianto, senza dolore,
È come portare con sé un orologio fermo …
Ci vuole sempre un prezzo per la conoscenza …

Ricordati che non lottare
È come il lamento dei petali delle rose
Caduti e mai raccolti …
È come una barca impaurita
Attraccata davanti al mare da sempre sognato
E mai navigato …

Ricordati che una vita senza sogni
È come vivere una “carta in bianco”
La penna è il coraggio che ci vuole
Per scriverli nella realtà
E che attende quel necessario attimo di coraggio …

E non dimenticare mai
Che ogni giorno è buono
Per prendere una decisione.

Wagney Hipolito 06/06/2015

lunedì 6 aprile 2015

Amari ricordi di un’infanzia col velo

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Amargas lembranças de uma infância com véu

Ecco che il mio viso lo nascondo
Perché lo stesso può essere il tuo proprio viso
O quello di lui o di lei
O magari il viso di noi tutti
Che abbiamo scelto di essere soltanto una voce
Che parla di un silenzio del passato
Che è lì vicino ricordando il tempo
Quando tacere era essere al sicuro,
In un mondo dove la sicurezza non esiste,
Neanche dentro casa,
Neanche nel cuore,
Neanche nel silenzio,
Sia notte o sia giorno.
Dove un parlare non ha valore né credibilità
E alimentano dubbi che durano eternamente
<Non credono o sono complici, corrotti?>
Oggi è la mia mente adulta a chiedere così
Non quella del tempo della mia innocenza
Quell’innocenza obbligata a conoscere il tradimento
Senza sapere nemmeno cosa esso significasse
E che è rimasta in silenzio…
<Paura o trauma?>
Oggi credo che sia stato qualcosa di più: vergogna
Magari è la parola più adeguata
Vergogna del soggetto, dell’azione e dell’oggetto.
<Sarà mai una normale azione dell’essere umano?>
Una risposta positiva genera ancora più vergogna.
Infine esiste colui il quale è più vergognoso: l’autore,
Il traditore perverso, tale quale un predatore.
Soggetto immondo e senza scrupoli
Che non è capace di essere più forte della sua propria natura animale
Un impotente.
Riesce ad ingannare, tradire
Usare la sua forza istintiva,
Sia fisica o mentale,
Per raggiungere il suo obiettivo,
Non importandosene dei sentimenti altrui.

Siamo esseri egoistici e possessivi,
Oggi lo posso percepire.
Lottiamo continuamente contro la parte animale
Che ognuno porta dentro di sé.
Ma è, tuttavia, questa stessa lotta
Che ci trasforma ogni volta di più
In esseri razionali,
Poiché è l’esercizio del ragionamento
E il dominio dei nostri desideri
Che ci tornano veramente razionali.
Oggi so che essere eccessivamente emotivo o istintivo
Non giova ad una buona convivenza in mezzo ai nostri simili.
Essendo così,
essere razionale viene ad essere, pertanto,
La capacità di ponderare il nostro lato emotivo con quello istintivo,
acquisendo, poi, un equilibrio nell’interagire con quelli della nostra specie.
E come possiamo considerare razionale colui che non riesce a controllare i suoi istinti,
rimanendo a disposizioni dei suoi desideri,
E commettendo la violazione di quello che è puro, poiché privo di conoscenza,
Causando pertanto una serie di confusioni mentali che possono generare traumi
Che possono rimanere per tutta la vita di questo essere ancora innocente?
I piccoli crescono e acquisiscono la conoscenza
Le immagini non vanno via.
Il puzzle viene completato.
Tutto si torna più chiaro nel buio di quei ricordi.
Io sono cresciuto e tanti come me sono cresciuti pure
E abbiamo potuto capire tutto ciò che è accaduto.
Sono pochi coloro che riescono a parlare,
come già detto prima: è vergognoso
e allo stesso tempo ferisce, fa male.
Stranamente, oggi fa più male di prima
Magari perché prima non riuscivo a capire,
Ora so cosa vuol dire.
Prima avevo paura, ma oggi no,
Però le parole se vengono dette oggi
Forse saranno uguali a quelle che non ho mai detto: senza valore.
Non cambierà quello che è successo.
La vergogna, invece,
Continua la stessa di prima.
Una volta per me le persone avevano solo i loro nomi
Oggi so che c’è di più
So che le persone possono essere identificate
Tramite dati personali
Sistematicamente catalogati
Mas ciò che loro sono dentro veramente,
Il carattere di ciascun di loro,
Questo non ha identità.
Un assassino, un maniaco, uno psicopatico, un pedofilo o uno stupratore
Non ha un documento di riconoscimento
E non si nota affatto, con molta certezza, dal suo viso o dai suoi gesti.
Può essere uno qualsiasi accanto a noi,
Al lavoro, a scuola, sul pullman, per strada, in chiesa
E ancora peggio,
Dentro la nostra propria casa.
Sia da viali immondi e storti
O dal più bello paesaggio
La coscienza si fa sempre viva,
È un’inevitabile capacità dell’essere umano.
Alcuni possono giudicare il mio silenzio
O sentirsi colpevoli per il loro silenzio
Molti possono dire che non si sarebbero mai taciuti
Ma basta uno sguardo con un poco in più di attenzione in torno a noi
E troveremo un’infinità di fatti che nemmeno ci manifestiamo
Facciamo uso soltanto del nostro così adorabile diritto di rimanere zitti
Anche quando si tratta di manifestarsi
A favore dei nostri propri diritti e interessi
Sia al lavoro, a scuola, sul pullman, per strada, in chiesa
E ancora peggio,
Dentro la nostra propria casa.
La frase si ripete, così come si ripete il ciclo della vita
E come si ripetono le azioni degli esseri umani
E le conseguenze di queste azioni
Un poco in più di attenzioni, un semplice gesto,
Sarebbe già tanto per cambiare il corso della vita di tanti.
Un poco in più di attenzione
Sia al lavoro, a scuola, sul pullman, per strada, in chiesa
E meglio ancora,
Dentro la nostra propria casa.
Wagney Hipolito 01.04.2015

domenica 29 marzo 2015

Siamo

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Somos

Una visione, una parola,
Un gesto, una carezza,
Un pensamento,
Un minuto,
Un momento
Per lasciar cadere sul viso una lacrima,
Per sentire nella mia bocca i tuoi baci,
Per sentire nel mio corpo il tuo.
Non è tardi per amarti
Ma troppo presto per stare lontano da te.
Un batter d’occhio, tuo sorriso
Tuo dolce sorriso da bambina
Un sorriso che fa brillare la mia felicità
E c’è una volontà
La mia di avere il tuo dono
E poter dipingere il tuo sorriso
La tua più grande opera d’arte
È tardi
Ma il mio io ti chiama
E ti vuole con sé
Senza mai essere lontano
Uno sguardo,
Un posto,
Una fiducia
Che va oltre il capire
Un sigillo che fa di due una sola vita
Un dare e ricevere reciprocamente
Un amore, due cuori
Un amore puro
A purificare due esseri
Un gesto e ti capisco
Un gesto soltanto
E sono capito
Perché le nostra fondamenta è l’amore,
la verità, la complicità
Un badarsi a vicenda
Ora è tardi, il sonno arriva
Ma ancora c’è tempo per dirti che ti amo!

Wagney Hipolito 28.03.2015

venerdì 27 marzo 2015

Sonetto dell'amor lontano

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Soneto do amor distante

Dal vento freddo che oggi mi soffia il corpo
Che la tua lontananza fa soffrire tanto
Sento il tuo profumo che mi tocca il cuore
Sento le mie lacrime a diventare pianto.

Voglio andare piano per le strade buie
Voglio allontanarmi dei rumori umani,
Tutto senza te non ha alcun colore
Giorno grigio quando non si sveglia il sole.

Mai così difficile stare senza te
È come una tempesta che non se ne va
È come una sete che l'acqua non c'è

Guardo tutto in vano perché nullo è
So di dover vivere, anche senza te
Ma ti prego, amore, vieni via con me.

Wagney Hipolito 27.03.2015